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LES INTRIGUES |
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WRITERS: -Anger Kenneth -Aprà Adriano -Barbo Chiara -Barraud Antoine -Brad Stevens -Bullot Erik -Bursi Giulio -Chodorov Pip -Day Cathy -De Bernardi Tonino -Dijon De Monteton  Philippe -Dwoskin Stephen -Foreman Donald -Fumarola Donatello -ghezzi enrico -Grant Jacques -Jappe Anselm -Le Cain Maximilian -Mekas Jonas -Andrea Monti -Villa-Matas Enrique |
ANGER'S CHOICE (carta bianca al Lucca Film Festival 2006) by KENNETH ANGER      ENG   ITA     When asked to curate a selection of films for the Lucca Film Festival, my thoughts turned to films I have enjoyed at repeated screenings, and films I would like to share with an audience perhaps unfamiliar with them. Whether these films have been seen before or are unknown, I hope the viewing experience will prove worthwhile. Of all the films I have selected, the silent SALOMé of Alla Nazimova was the most unpopular with the public, which stayed away in droves. I fact it destroyed Nazimova's career in film. She had enjoyed five years as a highly paid actress, riding in to Hollywood on a lustrous reputation... ------------------------------- RENALDO E CLARAbyBRAD STEVENS      ENG     At one point in his 1978 film Renaldo & Clara, Bob Dylan is accused of being evasive. His answer might stand as this remarkable work's motto: "Evasiveness is all in the mind. Truth is on many levels". Indeed, Renaldo and Clara is surely... WAVELENGTH, IMPRESSIONI DURATURE by STEPHEN DWOSKIN      ITA     Sebbene Michael Snow abbia condotto esperimenti meravigliosi nel cinema e nella video arte, da A to Z(1956), New York Eye and Ear Control (1964) fino a Corpus Callosum (2002), ho sempre trovato il suo film Wavelength (1966) molto impressionante, come una delle più importanti asserzioni mai pronunciate sullo sviluppo del film e del linguaggio visivo. Più di 35 anni fa, mentre stavo scrivendo il mio libro Film is, provai ad esternare le mie impressioni subito dopo aver visto Wavelength per la prima volta. Le sensazioni che il film mi suscitava rimangono vere oggi come lo furono quella volta... JEAN-MARIE STRAUB SUONA DI SPALLE AL PUBBLICO by ANDREA MONTI      ITA     Jean-Marie Straub dirige un breve momento teatrale tenutosi nel piccolo paese di Buti in Toscana, località a cui è da anni molto legato, in ricordo della scomparsa Danièle Huillet., su testo tratto dai ‘Dialoghi con Leucò’ di Pavese. Lo stesso Pavese non avrebbe visto meglio impiegata la bellezza evocata ed evocante delle sue parole che in questa dedica smisurata ad una assente che tanto tormenta ancora, e che impone a chi non ha potuto far altro che amarla di continuare a cercarla senza sosta. Anche quella sera la stavamo cercando, nel paesino silenzioso di Buti, inseguendo le voci che animavano i corpi... ------------------------------- PAOLO GIOLI. NEL CRUDO SPAZIO STENOPEICObyBURSI GIULIO      ITA     Telaio di legno verniciato per avvolgervi metri 15 di pellicola da sviluppare, due bacinelle di plastica, guanti di gomma, un flacone per un litro di sviluppo Neutol lire 240, una busta, sempre per un litro, di Acidofix lire 180; poi 10 minuti intervallati tra sviluppo e fissaggio, immerso nel buio coi miei 15 metri di film immersi nei liquidi suddetti e attesa del grande fato. Lavata e messa ad asciugare, finestra aperta, appesa a mo’ di liane. Poi, la grande raccolta e visione immediata del negativo stesso. Da una prima lettura sembrerebbero le parole di un artigiano, forse un po’ pazzo. Il finale è comunque curioso. Cosa sta a monte della grande raccolta?... |
IL POETA TONINO by ADRIANO APRA'      ITA     I film (gli 8 mm) di Tonino De Bernardi li ho visti per la prima volta in una memorabile sei gironi organizzata dalla Cooperativa del Cinema Indipendente al Filmstudio nel marzo del 1968. Avevo già conosciuto a Napoli Adamo Vergine, il fondatore della CCI (oggi è uno psicanalista), che mi aveva introdotto alle croci e delizie dell'esperienza underground italiana.Ho poi conosciuto anche gli altri: Bacigalupo (il più colto: con lui ho avuto lunghe discussioni che lasciavano ognuno sulle proprie posizioni), Leonardi... MICHAEL SNOW by PIP CHODOROV      ENG   ITA     "My paintings are done by a filmmaker, sculpture by a musician, films by a painter, music by a filmmaker, paintings by a sculptor, sculpture by a filmmaker, films by a musician, music by a sculptorŠsometimes they all work together. Also, many of my paintings have been done by a painter, sculpture by a sculptor, films by a filmmaker, music by a musician. There is a tendency towards purity in all of these media as separate endeavours... ------------------------------- THE GOOD CURATOR: an interview with Marc Siegelby DONALD FOREMAN      ENG     November 5th, 2007 As an appendix to my series of posts on Berlin, I wanted to dredge up this interview I did with Marc Siegel at the Berlinale in February. Siegel, a teacher at the Free University in Berlin, was curating a remarkable programme entitled “Underground/Overseas” as part of the Berlinale’s Forum Expanded section. The programme brought together and traced the links between several strands of underground cinema from the 1960s: principally, the Zanzibar collective in Paris and, in New York, the work of Jack Smith and the films that came out of Andy Warhol’s Factory. Siegel, as a member of the artist’s collective CHEAP, was also involved in turning the Arsenal Kino’s usually desolate foyer into a bar/bookshop/screening-room/hangout entitled the “Gossip Studio”... ARTE O RIVOLUZIONE? by ANSELM JAPPE      ITA     Nel 1991, il Taormina Film Festival annunciò una rassegna integrale dei film di Guy Debord e invitò varie persone a commentarli. Bisogna ricordarsi che dopo l’assassinio del suo amico e produttore Gérard Lebovici, avvenuto nel 1984, Debord aveva ritirato i suoi film dalla circolazione, ed erano di conseguenza diventati un mito. Una grande sala era strapiena, la curiosità al culmine. Ma i film di Debord non c’erano, perché egli – cosa facile da prevedere, in verità - non aveva autorizzato la proiezione. Ciò nonostante, si è discusso per ore – e animatamente - di film che quasi nessuno aveva mai visto. Una situazione degna di un racconto di Landolfi... ------------------------------- "IL MONDO E' GIA' STATO FILMATO, SI TRATTA ORA DI TRASFORMARLO"Guy Debord by ANDREA MONTI      ITA     Una retrospettiva completa delle opere cinematografiche di Debord non è mai semplicemente un raro evento culturale, ma un vero e proprio atto rivoluzionario. È una forma di organizzazione della vita che ospita per poche ore il suo negativo, la sua possibilità di mutare, esibendo tutto il sommerso di un mondo che non abbiamo visto (eppure c’eravamo) affondare nell’autoreferenzialità di un sistema economico da tempo degenerato, che per sopravvivere ha bisogno ora di negare la memoria, la storia, la coscienza... |
I FILM THEREFORE WE ARE by CATHY DAY      ENG   ITA     If Stephen Dwoskin's cinematographic work is both sublime and uncategorisable, that is because it always goes beyond its component formal, poetic or narrative subjects. It is impossible not to admire the sometimes almost unbearable beauty of his films, the virtuosity of his camerawork, the controlled illumination... ------------------------------- POVERI DI LUSSOby DONATELLO FUMAROLA      ITA     (da Venezia, per Tonino): dall'inland empire oculare mentale spappolato esaltato da tanti troppi incontri film e sensi , a quello che per me è da tanto, da sempre (dal 'mio' sempre) oltre che intensissimo amico e fratello, colui che più di ogni altro mi ha fatto scoprire il cinema (imparare che il cinema è innanzitutto scoperta, lasciarsi scoprire, avere il coraggio e trovare la forza di rimanerlo, scoperti - farsi parlare dal cinema, esserlo, trasformarlo, sfinirlo, sfinirsi... ------------------------------- START POWER:NIGHTMARE ALLEY (1947) by MAXIMILIAN LE CAIN    ENG   ITA     Edmund Goulding's Nightmare Alley (1947) is a noir inflected drama which graphs a universe where fate dominates through a recurring narrative within the confines of which men and women vainly strive and compete with each other by illusion, fakery and prestidigitation. Power comes with controlling the desires and fears of others. It is lost, often taken, through ones own desires and fears... ANGER NEL 21ESIMO SECOLO by MAXIMILIAN LE CAIN      ITA     Niente di nuovo nell'osservare che in questi giorni di saturazione di immagini l'onnipresenza di immagini in movimento è quasi universalmente data per scontato. Dalla TV di casa ai monitor dei negozi e degli altri spazi pubblici, dal PC ai cellulari ai cartelloni pubblicitari, dai cinema ai DVD ai flussi di dati della rete, dai film alla pubblicità a MTV, riuscire a sfuggire alla raffica scintillante di immagini volontariamente e involontariamente consumate è un risultato raro... ------------------------------- LE BÉTAIL ADOLESCENTby ANTOINE BARRAUD      FRA     Jonathan ne fera pas partie de l’histoire du cinéma. Ce ne sont sûrement pas ses films qui le hisseraient jusque-là : L’Histoire Sans Fin 2, Sidekicks avec Chuck Norris, Ladybugs… Il fera à peine partie de l’histoire de la télé. Même si Sea Quest DSV était à l’époque la plus grosse production TV jamais entreprise par Spielberg, personne ne s’en rappelle aujourd’hui. Un Star Trek sous l’eau, cheap et sans âme. Meilleure audience de l’histoire d’NBC pour le pilote mais faillite définitive et arrêt de la production en milieu de 3ème saison... |
ALAN CLARKE, DENTRO LA VITA by CHIARA BARBO      ITA     Alan Clarke veniva dalla working class del Merseyside, figlio del nord industriale e tifoso dell'Everton, erede anche lui di quel 'realismo sociale' che aveva da sempre caratterizzato il cinema inglese per quel “senso per la concretezza dell'esistenza” così peculiarmente britannico, quel gusto “tutto inglese per il sudiciume di questo mondo, delle strutture sociali che stridono e si contorcono le une contro le altre per produrre migliaia di situazioni scabrose”. 1 Ma non era certo l'estetica realista ad interessare Clarke, bensì quel senso di concretezza della vita... ------------------------------- STEVE E IO IN CRONOSAs always you, me and cinema! cinema incroci oltre by TONINO DE BERNARDI      ITA     Non riesco facilmente oggi a parlare dei film altrui, anche se di Steve un amico, forse il mio che sto finendo mi occupa tutto l'orizzonte, forse la cosa viene da trauma, si ballonzola da trauma a trauma, e per il cinema di Steve, oscillo tra immedesimazione, autoidentificazione, ebbrezza e sprazzi di lucidità. So che lui è sperimentalista e ricercatore permanente del cinema, ogni volta sulla propria pelle, dentro la propria carne, come uno sperimentalista della vita ad infinitum... (schegge di (una) not(t)e) Il negativo ci è già dato ovvero: l’istante imperfetto by enrico ghezzi      ITA     (Amici , mi chiedete un testo ‘nuovo’. Ma non ho mai scritto, ancora, di Debord. Continuo a pensare che il suo stesso folgorante implacabile scrivere sia condensato riaffermato evidenziato, infine sublimato e nascosto, proprio nei suoi film. Il suo cinema è una ‘charge of the light brigade’, è la folle ottusa ‘gloria’ walshiana di Custer. È, tragicamente e giocosamente, l’unico terreno possibile dello scontro. Quello su cui rivendicava la propria assoluta irrecuperabilità, il misconoscimento in quanto cineasta, la gloria della sconfitta ... ------------------------------- UN APPUNTO SU TONINO DE BERNARDI E LE PRIMULEby JONAS MEKAS      ITA     E'aprile. La primavera è qua. Tutto sta fiorendo mentre scrivo questo piccolo pezzo su Tonino De Bernardi. Penso alla primavera, perché l'ultima volta che ho visto Tonino, a Torino, era primavera. Era venuto con la sua commovente macchina malandata e vecchia, ha aperto la portiera e sul sedile vicino a lui c'era un piccolo vaso con una primula. Tonino mi ricorda sempre Torino. Per me c'è solo una lettera di differenza tra Torino e Tonino... LES AVALANCHES PUBLIQUES by ANTOINE BARRAUD      FRA     Il me paraît curieux, pour ne pas dire obscène et tout à fait terrifiant, qu’il puisse advenir à une association d’humains assemblés par le besoin et le hasard pour des raisons de gain, et formant une société, un organe de presse, de fouiner dans les affaires d’un groupe d’autres humains sans défense, des victimes à un point épouvantable, (...) cela en vue de faire parade de l’état d’infériorité, d’humiliation, de nudité de ces vies auprès d’un autre groupe d’humains, cela au nom de la science, du « journalisme honnête »... |
LOGOGRIPHE POUR MICHAEL SNOW by ERIK BULLOT      FRA 1     J’ai le souvenir d’une scène d’un roman populaire où le détective perspicace découvrait le contenu de lettres secrètes en inversant à l’aide d’un miroir l’encre imprimée par mégarde contre le buvard d’un sous-main. Cette image naïve peut être entendue comme une allégorie. Tout message suppose un procédé d’inversion en vue de son interprétation. Le lecteur ou spectateur doit retourner le support, passer de l’autre côté de l’image ou... APPUNTI PER UN'ORESTIADE AFRICANA by PHILIPPE DIJON DE MONTETON      ITA     “Sviluppo e progresso sono sinonimi? (...) Oppure indicano due fenomeni opposti tra loro che solo apparentemente coincidono e si integrano?” Se la questione di una possibile distinzione fra sviluppo e progresso percorre quasi tutta l’opera di Pasolini, essa non ha forse visto una illustrazione più affascinante come lo è nei suoi “Appunti per un’Orestiade africana”. Girato in bianco e nero nel 1969 per la televisione italiana, questo taccuino cinematografico cerca di raccogliere persone e luoghi che potrebbero servire come attori e scenografia per un... ------------------------------- TAM TAMA che serve il vero? by JACQUES GRANT      ITA     E' una serie di piani di Tam Tam a dire bene quel che Arrieta si aspetta e fa del cinema: quelli dove si vede in un angolo dello schermo un'estremità del globo terrestre girare in modo leggermente scattoso. Vale a dire che non si tratta di fare come se un globo girasse regolarmente perché si capisca che gira. Dunque: da una parte ciò che conta è ciò che significa un gesto; dall'altra ciò che significa è compreso interamente in quel che succede mentre è filmato. Qui è la ripresa non camuffata (alcuni direbbero: il pressappoco) a far sì che la terra non solo giri, ma lo faccia in modo un po' traballante... ALLA RICERCA DELL'UNDERGROUND PERDUTO by ENRIQUE VILA-MATAS      ITA     Alla fine degli anni sessanta fallì nel nostro paese un fugace movimento cinematografico che pretendeva d'essere underground ed aveva alcune caratteristiche molto particolari giacché, mentre il modello originale (l'underground USA) si reggeva su una violenta opposizione al sistema e alla produzione industriale, la versione ispanica dell'assunto era assai più patetica, ed il nostro cinema underground si presentava semplicemente come alternativa al cinema ufficiale di allora (il così detto Nuovo Cinema Spagnolo)... |